Università, il presidente dell’ANVUR Antonio Uricchio ha concluso la giornata di studi sulla pedagogia meridiana per una rete di pensiero e di proposte di atenei del Sud

Conclusa dal Presidente dell’ANVUR Antonio Uricchio si è svolta la giornata di studi di Atenei del Sud “Prime idee per una pedagogia meridiana”, promosso dall’Università della Calabria, insieme alle Università “Aldo Moro” di Bari, Università della Basilicata, Università di Catania, Università “D’Annunzio” di Chieti-Pescara, Università del Molise, Università “Parthenope” di Napoli , Università “Federico II” di Napoli, Università LUMSA di Palermo e con la collaborazione dell’Associazione “Artur” e della Rete di scuole “Barbiana 2040”.

Il convegno è stato registrato da Radio Radicale e si può trovare a questo indirizzo:
https://www.radioradicale.it/scheda/635808

Ha coordinato i lavori Maria Luisa Iavarone dell’Università “Parthenope” di Napoli e Presidente CIRPED, che ha evidenziato come oggi la riflessione pedagogica debba individuare strade nuove. La relazione di base è stata tenuta da Mario Caligiuri dell’Università della Calabria, promotore dell’iniziativa, che ha ricordato come questo sia stato il terzo appuntamento per definire una possibile “pedagogia meridiana” come contributo di docenti di atenei del Sud per un cambiamento complessivo e urgente della pedagogia italiana.

Sono seguite le relazioni di Franco Blezza dell’Università “D’Annunzio” di Chieti-Pescara (“dopo l’unificazione, la più avanzata elaborazione culturale nel Sud, dal punto di vista pedagogico, filosofico e di scienze umane e sociali, con un futuro per le relative professioni, ha conquistato anche il Nord Est”.

Ripetendo Orazio ha ricordato: “il prevalere della cultura di una civiltà perdente su quella del vincitore ha avuto diversi esempi nella storia”), Giuseppe Elia dell’Università “Aldo Moro” di Bari (“Il Sud è l’Italia ed elaborare un pensiero pedagogico che tenga conto del contesto è fondamentale per l’Italia. Ha richiamato il pensiero di Paolo Freire: l’utopia e la capacità di denuncia del colonialismo culturale sono collegati all’annuncio di possibili e nuovi modelli educativi), Antonella Criscenti dell’Università di Catania (“Istruzione e sviluppo è davvero il binomio vincente per comprendere e sanare la questione meridionale o la sua arretratezza ha ragioni geo-politiche di altra natura?”.

Ha analizzato la questione, tra Carlo Maria Cipolla e Alexander Gerschenkron), Emilio Lastrucci dell’Università della Basilicata (“L’analfabetismo è il problema centrale del nostro tempo, rappresentando la sfida fondamentale per la pedagogia meridiana, che deve proporre politiche educative efficaci. Così come deve prestare grande attenzione alla comunicazione digitale e alla formazione continua e aggiornamento dei docenti, asse centrale di ogni reale cambiamento”), Giuseppe Zanniello dell’Università LUMSA di Palermo (“La difesa dei diritti dei minori e la salvaguardia delle identità culturali dei popoli, a cominciare dai valori educativi della famiglia, sono fondamental per l’intero Paese.

Occorre resistere all’impostazione culturale imposta dalla grande finanza, evitando che il Sud sia subalterno a valori imposti da altri, proponendosi come cistruttore del bene comune”), Filippo Bruni dell’Università del Molise (“La lentezza in relazione ai processi educativi è una forma di reazione alle accelerazioni subite o scelte senza alcuna consapevolezza. Occorre recuperare la lentezza come capacità di stabilire priorità. Quando la professione educativa diventa un ripiego i risultati non possono che essere catastrofici.

Prima della DAD non c’erano molti estimatori dell’insegnamento in presenza”), Maura Striano dell’Università “Federico II” di Napoli (“La terza missione è fondamentale per gli atenei del Sud, dove occorre orientare gli studenti che in larga parte dopo il primo anno abbandonano, prestando grande attenzione ai bisogni emergenti”. Interpretando il pensiero di Nel Nodding, ha ricordato che non tutti i percorsi formativi sono finalizzati all’ottenimento del titolo accademico, il che apre ampie riflessioni sul futuro delle università). Nelle attese conclusioni, Presidente dell’ANVUR, e Rettore dell’Università “Aldo Moro” di Bari dal 2013 al 2019, Antonio Felice Uricchio ha ricordato l’importanza di un modello di confronto culturale ispirato dal pensiero di Franco Cassano.

“Il Meridione – ha detto – non è solo un luogo geografico ma esprime anche un pensiero che illumina e trasferisce calore e visione”. Ha poi affermato che occorre costruire sviluppo e cambiamento, poiché il 30 per cento degli studenti del Sud si iscrivono in atenei del centro-nord. “Il sistema universitario italiano – ha proseguito – deve offrire progettualità e guardare lontano, poiché il nostro deve essere sempre di più un Paese di opportunità e di solidarietà”. Ha concluso rilevando il ruolo dell’ANVUR che non è quello di bacchettare e punire ma di esplorare e promuovere incroci di saperi.

“In questo periodo – ha concluso – abbiamo raccolto solo nelle università circa 190 mila prodotti scientifici che rappresentano un patrimonio sul quale costruire il futuro del nostro Paese”. Una successiva iniziativa sulla pedagogia meridiana si sta programmando per il 19 maggio 2021 alla presenza, tra gli altri, di Giuseppe Annacontini dell’Università del Salento, Lorenzo Fabbri dell’Università “Alma Mater” di Bologna, Luca Bianchi dello SVIMEZ, Giuseppe Lupo scrittore e docente dell’Università “Cattolica” di Brescia, Florindo Rubbettino editore e docente dell’Università del Molise.

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