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NMS 10 – DOCUMENTI E INTERVENTI

Pietro Candeliere, Curdi contro jihadisti: guerra nel non-luogo

Abstract: Nei secoli il Medio Oriente ha visto una lunga successione di guerre e conflitti, molti dei quali hanno avuto come attori principali i curdi, il più grande popolo al mondo che non ha un proprio Stato indipendente. Il capitolo più recente della loro lotta per l’autonomia li ha visti fronteggiare lo Stato Islamico, gruppo terrorista fondamentalista che nel 2014 ha avviato la sua espansione territoriale in Iraq e Siria. Supportate da una coalizione internazionale, le milizie curde hanno avuto un ruolo essenziale nel decretare la sconfitta dell’Isis, senza però ricevere il sostegno politico necessario all’affermazione dei propri diritti. Gli Stati occidentali e le organizzazioni internazionali hanno bisogno di attuare nuove strategie per contrastare la minaccia costante dovuta al terrorismo islamico. Sostenere le fazioni che, come i curdi, chiedono pace, democrazia e legittimazione sarà fondamentale nel processo di pacificazione che le regioni mediorientali attendono da molto tempo.

Abstract: Over the centuries the Middle East has seen a long succession of wars and conflicts, many of whom had the Kurds as main actors, the largest people in the world that do not have their own independent State. The most recent chapter of the Kurdish struggle was the clash with the Islamic State, a fundamentalist terrorist group that since 2014 has started expanding into Iraq and Syria. Supported by an international coalition, Kurdish factions played an important role in decreeing the ISIS defeat, but they did not receive the political support necessary to assert their rights. Western States and international organizations need to implement new strategies to counter the constant threat of Islamic terrorism. Supporting the factions which are calling for peace, democracy and legitimacy, like the Kurds do, will play an essential role in the peacemaking process that the Middle Eastern regions have been waiting for a long time.


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Achille Zarlenga, Fede, antropologia e storia: note a partire dagli Scritti di filosofia e religione di Sergio Cotta

Incipit: Il volume degli scritti di Sergio Cotta (1920-2007) sulla filosofia e la religione, curato da Marco Stefano Birtolo, Angelo Pio Buffo e Angela Landolfi, edito dalla casa editrice Rubbettino nel 2019 offre un quadro composito dei numerosi interessi teorici che pervasero l’opera del giurista fiorentino durante l’arco della sua pluridecennale attività di ricerca, e ci consegna l’immagine di un intellettuale poliedrico, capace di trattare con competenza numerosi argomenti e pensatori della tradizione occidentale mantenendo come stella polare il diritto e tutte le varie problematiche ad esso correlate. La sottolineatura è d’obbligo, visto che Cotta rivendica con orgoglio la scelta di una precisa chiave ermeneutica, quella giuridica, con cui indagare la fenomenica intelaiatura della costituzione socio-politica, analogamente all’interprete novecentesco dello jus publicum europaeum, Carl Schmitt, che in un’intervista a Fulco Lanchester del 1982 dichiarerà di sentirsi «al cento per cento giurista e niente altro». Il riferimento non è casuale: un’altra dimensione essenziale della biografia schimittiana, così come quella di Cotta, è la fede cattolica; entrambi furono, infatti, accomunati dalla medesima scelta esistenziale che innerva gli scritti di Cotta qui pubblicati. La presente nota, tuttavia, non vorrebbe essere un semplice elenco volto all’enumerazione, articolo per articolo, della fitta trama che intesse la speculazione dell’autore, ma vorrebbe collegarsi agli spunti e sollecitazioni ricavati dalla lettura dei saggi che presentano una multiforme tela di rimandi e stimoli.

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